no-warChi siamo (due parole su questo sito)
Il sito vuole essere un punto di riferimento per il movimento napoletano e campano in generale. Al “copia e incolla” di articoli contro la guerra, estratti da giornali e siti più blasonati del nostro, preferiamo, quindi, corrispondenze, articoli, interviste a realtà e persone impegnate in Campania nel movimento NoWar. Per capirci, presidi davanti ai supermercati per il boicottaggio delle merci israeliane, approfondimenti su questioni legate al territorio della Campania (come il comando, a Napoli, dell’Africom, la nuova base di Capodichino, il ruolo dell’Alenia…)  ci interessano molto di più delle chiacchiere globali di qualche “maitre a penser” di turno.

Ma Napolinowar vuole essere qualcosa di più di un sito; vuole diventare una struttura di servizio per aiutare, (anche attraverso la realizzazione di mostre, opuscoli, manifesti… scaricabili via internet) a far crescere, qui a Napoli e in Campania, nelle scuole, nelle facoltà, nelle fabbriche… un movimento contro la guerra.

Chi siamo?

Siamo un gruppo di compagni, democratici, persone senza un precisa appartenenza partitica… che, anche collaborando alla redazione di questo sito internet, lotta per il ritiro immediato e senza condizioni delle truppe italiane dalle “missioni di pace” all’estero; (prima tra tutte, il supporto che l’Italia sta dando ad Israele con il presidio dei suoi confini con il Libano)  per la fine della pulizia etnica in Palestina e per la cancellazione di tutti i trattati militari (più o meno segreti) che il nostro Paese ha stipulato negli ultimi anni (primo tra tutti quello con Israele).

Ma siamo , sopratutto per il ritiro dall’Afghanistan, da una guerra, ogni giorno più terribile, già costellata da decine di migliaia di afghani uccisi, feriti, costretti alla fuga…. e che l’Italia non ha mai ufficialmente dichiarato, nonostante i 30 morti e i due miliardi di euro già costati al nostro paese. Da una guerra sostenuta, tranne insignificanti distinguo, da tutti i partiti presenti in Parlamento, nonostante l’opinione del 60 per cento degli italiani (secondo autorevoli sondaggi) sia favorevole ad un ritiro immediato delle nostre truppe dall’Afghanistan.

Perché l’Afghanistan?

Certo, le truppe italiane sono oggi impegnate anche in altri fronti (2200 militari nei Balcani, 2100 in Libano, 400 in Somalia, 120 in Irak…) e molti tra noi, ritenendo che anche queste “missioni di pace” rappresentino un puntello a sostegno dell’imperialismo (USA o italiano), ne chiede con forza l’annullamento. Ma se oggi si è preferito concentrare l’attenzione sull’Afghanistan non è certo per soffocare un dibattito più ampio (che certamente dovrà svilupparsi anche all’interno del movimento NoWar) ma perché oggi in Afghanistan è in corso un conflitto che anche i più ipocriti commentatori borghesi non possono non chiamare guerra; una guerra che, certamente nei prossimi mesi, con il progressivo intensificarsi dei combattimenti, determinerà l’invio di nuove truppe, nuovi lutti, nuovi stanziamenti…;

Lottare, insieme a chi?

Certo, tra noi sono presenti anche militanti di partiti che, ai tempi del governo Prodi, votarono per il mantenimento e intensificazione dell’impegno militare italiano in Afghanistan, e in altre “missioni di pace” e, in questo senso, la redazione si differenzia da strutture nazionali quali, ad esempio, il “Patto permanente contro la guerra”, che diede vita alla grandiosa manifestazione contro la visita di Bush il 9 giugno 2007.

Ma non è una specificità territoriale che vuole sottolineare la redazione di NapoliNoWar; è il suo porsi fondamentalmente come “struttura di servizio”, a disposizione di tutti coloro che oggi vogliono lottare per il ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan che lo spinge ad accogliere anche chi, sbagliando, e facendo poi la dovuta autocritica, aveva accettato il voto a favore delle “missioni di pace”, inclusa, quindi, la guerra in Afghanistan.

La redazione di www.NapoliNoWar.it

Napoli, novembre 2009

Per contattarci:  napolinowar@gmail.com